Negli ultimi anni, sempre più italiani scelgono di lavorare in Francia e in Spagna. Non si tratta più soltanto di una risposta alla mancanza di opportunità in Italia, ma di una scelta professionale consapevole, legata a nuovi modelli di lavoro, di leadership e di benessere organizzativo.
Comprendere come sono cambiate le motivazioni al lavoro significa anche riflettere su dove e come vogliamo costruire il nostro futuro professionale.
Dall’emigrazione per necessità alla mobilità professionale
In passato, l’emigrazione italiana era guidata da bisogni primari: sicurezza economica, stabilità, possibilità di garantire un futuro alla famiglia. Francia e Spagna rappresentavano Paesi in cui il lavoro, pur faticoso, permetteva di costruire basi solide per poi rientrare in Italia.
Oggi il contesto è diverso. I giovani professionisti che lasciano l’Italia non cercano solo un impiego, ma un ambiente lavorativo capace di valorizzare competenze, motivazione e identità professionale. L’esperienza all’estero diventa parte integrante di un percorso di crescita, non una parentesi temporanea.
Nuove motivazioni: benessere, competenze, riconoscimento
Chi oggi lavora in Francia o in Spagna porta con sé aspettative differenti:
-
desiderio di sviluppo professionale continuo
-
attenzione al benessere psicologico
-
equilibrio tra vita personale e lavoro
-
riconoscimento del ruolo e delle competenze
Il lavoro non è più solo un mezzo, ma un luogo di espressione personale e professionale. Questo cambiamento impone alle organizzazioni una maggiore attenzione alla comunicazione interna, alla motivazione e alla qualità delle relazioni.
Francia e Spagna come contesti di crescita professionale
Francia e Spagna offrono modelli organizzativi in cui:
-
la leadership è spesso più strutturata
-
il ruolo del manager è orientato alla gestione delle persone
-
il benessere lavorativo è considerato una leva di produttività
Per chi opera o desidera operare nell’ambito della psicologia del lavoro e delle organizzazioni, questi contesti rappresentano spazi in cui competenze come ascolto, analisi dei bisogni, gestione del cambiamento e supporto ai team sono sempre più richieste.
Il ruolo dello psicologo e del manager nelle organizzazioni internazionali
In ambienti multiculturali, il ruolo dello psicologo in azienda assume un valore strategico: supportare l’integrazione, sostenere la motivazione, prevenire il disagio lavorativo e favorire una comunicazione efficace.
Allo stesso tempo, il manager diventa una figura chiave nel creare contesti di lavoro sani, inclusivi e orientati allo sviluppo delle persone. È in questo spazio di collaborazione tra competenze psicologiche e manageriali che si costruiscono organizzazioni più sostenibili.
Una direzione professionale consapevole
Scegliere di lavorare in Francia e in Spagna oggi significa investire in un percorso professionale internazionale, aperto al confronto e all’apprendimento continuo. Non è più solo una scelta geografica, ma una scelta di valori: come vogliamo lavorare, in che tipo di organizzazioni e con quale attenzione al benessere delle persone.
Raccontare il cambiamento delle motivazioni al lavoro diventa così anche un modo per definire la propria direzione professionale e il contributo che si vuole portare nei contesti organizzativi del futuro.